-Prima dell’ultima guerra, spicca nella vita comacchiese la figura di monsignor Concetto Manfrini, instancabile nell’affrancamento del paese dal male nero della miseria. Fu, fra l’altro, il grande animatore del circolo maschile Silvio Pellico, che raccoglieva un centinaio di ragazzi, mentre le ragazze trovavano una scuola di dignità e di vita all’antico Laboratorio Virgili (istituito nel 1856), sotto la guida di suor Luisa e suor Agostina, e al cosiddetto Squaciarale, dove imparavano a confezionare lavori in lana, dove operavano le maestre Lucrezia, Bionda e Marietta. Tutte figure rimaste nel cuore dei Comacchiesi. (Tratto dalla Rivista New Corriere dei Lidi)
lunedì 19 marzo 2012
PILLOLE di Storia e Curiosità locali
Quando monsignor Natale Mosconi si presentò dinnanzi a Papa Pio XII per prendere l’obbedienza quale nuovo vescovo di Comacchio, il Pontefice gli disse: “Va in una terra di grande miseria, quale lei non ha mai visto”. Si era nel 1950. Poco tempo prima, in un clima di scioperi e proteste, a Comacchio c’era scappato il morto, oltre a diversi feriti, in uno scontro con le forze dell’ordine. Importante fu il suo contributo alla rinascita e allo sviluppo di Comacchio: il suo nome è infatti legato in modo più o meno diretto all’apertura d’una delle prime (se non la prima) tipografie cittadine, alla realizzazione dei Villaggi San Francesco e San Carlo, alla costruzione della Strada Romea, dell’Argine Agosta, dello zuccherificio e dell’acquedotto: un altro grande esempio della generosità e dell’operosità di tanti vescovi diretti al bene di Comacchio e dei Comacchiesi. Prima di lui, Paolo Babini, da Fusignano, nel difficile periodo dal 1938 al 1950, fu colui che condusse le trattative di resa dei tedeschi che occupavano la zona, meriti più tardi attribuiti “d’ufficio” ai soliti partigiani. (Tratto dalla rivista New Corriere dei Lidi)
giovedì 1 marzo 2012
Lo sapevi che...
...Secondo una ricerca di due celebri università inglesi, indossare abiti di colore rosso rende più grintosi e pronti ad affrontare le situazioni più difficili nelle quali è richiesta una certa dose di combattività. Associando, la nostra mente, il colore rosso ai concetti di dominio e aggressività, chi lo indossa diventa sùbito più deciso e sicuro di sé. Ignoriamo quanto sia costata tale ricerca, ma se l'avessero chiesto a noi, gli avremmo detto le stesse cose sùbito e ad un costo sicuramente più economico. (Tratto dalla rivista New Corriere dei Lidi)
Lo sapevi che...
...Il rimedio più naturale per l'obesità infantile è forse la palestra, la piscina, lo sport, la dieta? Macché, è il sonno. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell'Università del Michigan scoprendo che un'ora di riposo in più a notte riduce del 40% il rischio obesità. Merito della leptina e della grelina, ormoni prodotti durante il sonno e responsabili del senso di sazietà. Quanto si deve dormire? Secondo gli scienziati, l'ideale per i bambini fino a 12 anni è di 9 ore e 45 minuti.
(Tratto dalla rivista New Corriere dei Lidi)
Lo sapevi che...
...Il termine 'panfilo' ci viene attraverso la voce greca pàmphylon, che designava delle navi veloci costruite nell'antica regione della Panfilia, sita sulle coste dell'Asia minore fra la Licia, la Pisidia e la Cilicia.
(tratto dalla rivista new Corriere dei Lidi)
martedì 21 febbraio 2012
lunedì 20 febbraio 2012
LO SAPEVI CHE... Curiosità proposte da Fabio Bisso
...Carlo Magno, secondo il suo biografo Eginardo, “era assai sobrio nel mangiare e nel bere. Il suo pranzo quotidiano si componeva di sole quattro portate, non contando l’arrosto che i cacciatori solevano presentargli sugli spiedi e che egli mangiava più volentieri di qualsiasi altro cibo”. Colazione modesta, a confronto del banchetto offerto da papa Giovanni XXII nel 1324 per le nozze della nipote: vennero immolati 8 buoi, 8 maiali, 5 cinghiali, 50 montoni, 1000 polli, 270 conigli, 600 non meglio precisati “capi di nobile selvaggina pennuta” e altrettanti uccelletti. Nel 1529, poi, il celebre cuoco Cristoforo di Messimburgo, chiamato da Ercole I d’Este a preparare un banchetto per 104 notabili italiani e stranieri, mise insieme un pranzo in otto parti, ciascuna di dodici portate. (Tratto dalla rivista New Corriere dei Lidi)
Iscriviti a:
Post (Atom)

